GT TEST esegue il controllo professionale della qualità dell'aria indoor mediante strumentazione professionale dedicata. Al termine di ogni campagna di misura, rilasciamo una relazione tecnica finale certificata con i risultati analitici, il confronto con i limiti normativi e le eventuali raccomandazioni correttive.
I nostri strumenti professionali rilevano simultaneamente i principali indicatori di salubrità dell'aria: CO₂ (anidride carbonica, indicatore di ricambio d'aria), VOC (composti organici volatili), formaldeide (HCHO), particolato fine PM2.5 e PM10, temperatura e umidità relativa. Eseguiamo inoltre la misurazione della concentrazione di Gas Radon secondo le modalità previste dal D.Lgs. 101/2020.
Il servizio si articola in fasi strutturate: sopralluogo preliminare per l'analisi delle fonti di inquinamento e la definizione dei punti di campionamento; campagna di misura con strumentazione tarata e conforme agli standard tecnici; analisi dei dati raccolti e confronto con i valori di riferimento normativi (OMS, UNI EN 16798, D.Lgs. 81/08).
Al termine del monitoraggio, viene consegnata una relazione tecnica finale certificata contenente: i risultati delle misurazioni per ciascun parametro, l'interpretazione dei dati in rapporto ai limiti di legge e alle linee guida di riferimento, e le azioni correttive raccomandate (ottimizzazione della ventilazione, bonifica materiali, interventi impiantistici). La relazione costituisce documentazione valida ai fini dell'aggiornamento del DVR e degli adempimenti normativi.
In questi contesti, la qualità dell'aria rappresenta un obbligo di legge volto a tutelare dipendenti, studenti e utenti. La normativa è prescrittiva e prevede sanzioni in caso di inadempienza.
L'Allegato IV stabilisce che i luoghi di lavoro chiusi devono disporre di aria salubre in quantità sufficiente. Il Datore di Lavoro ha l'obbligo legale di valutare il rischio IAQ all'interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e di sottoporre gli impianti di aerazione a controlli periodici, manutenzione, pulizia e sanificazione. La norma fornisce requisiti di natura qualitativa: la valutazione nel DVR viene supportata da linee guida INAIL e standard tecnici per definire i livelli di accettabilità.
Definisce le linee guida sulle specifiche tecniche per l'adozione di dispositivi di purificazione e impianti di aerazione negli edifici scolastici, stabilendo standard minimi di qualità dell'aria. Indica la CO₂ come indicatore chiave della qualità dell'aria indoor e raccomanda l'impiego di sensori per il monitoraggio. Il decreto, basato sul parere dell'Istituto Superiore di Sanità, fornisce un quadro tecnico-scientifico di riferimento per supportare le scuole nella scelta delle soluzioni impiantistiche più adeguate.
Obbligatori per tutti gli appalti pubblici di nuova costruzione, ristrutturazione importante o manutenzione di edifici. Impongono l'uso di materiali edili a bassissima emissione di composti organici volatili (VOC), verificata tramite rapporti di prova secondo le norme UNI EN 16516 o UNI EN ISO 16000-9, e l'installazione di sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC) progettati in conformità alla norma UNI EN 16798-1 per garantire un adeguato tasso di rinnovo dell'aria.
Impone l'obbligo di misurazione della concentrazione media annua di Radon in tutti i luoghi di lavoro sotterranei (con almeno tre pareti sotto il piano di campagna). Per i locali seminterrati e al piano terra, l'obbligo si applica nelle aree prioritarie individuate dalle singole Regioni, oltre che in tipologie specifiche (stabilimenti termali, impianti di trattamento acque). Il livello di riferimento è fissato a 300 Bq/m³: al superamento è obbligatorio attuare azioni di risanamento. Le misurazioni devono coprire almeno due semestri consecutivi e devono essere eseguite da laboratori accreditati ISO/IEC 17025. Se i valori risultano conformi, la misurazione va ripetuta ogni 4 anni.
Nelle abitazioni e negli ambienti privati, la qualità dell'aria non è regolata da obblighi sanzionabili per legge, ma è governata principalmente da norme tecniche volontarie e requisiti di bioedilizia, mirati a garantire il massimo comfort e la salute degli occupanti.
Principale riferimento europeo per la progettazione e la gestione degli impianti di ventilazione, riscaldamento e condizionamento (HVAC). Ha sostituito la storica norma UNI 10339 e classifica la qualità dell'ambiente interno in quattro categorie (I-IV) con livelli crescenti di aspettativa. L'obiettivo è bilanciare un'elevata qualità dell'aria interna (riduzione di CO₂ e inquinanti) con il contenimento dei consumi energetici, utilizzando la CO₂ come indicatore del ricambio d'aria.
Le raccomandazioni tecniche si concentrano sulla prevenzione dell'umidità in eccesso e della conseguente proliferazione di muffe e spore fungine, nonché sul controllo dell'accumulo di inquinanti chimici indoor (come la formaldeide rilasciata da arredi, colle e solventi, o i VOC derivanti da prodotti per la pulizia) attraverso strategie di ventilazione naturale o meccanica controllata.